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Polizia Stipendi e partenze, il sindacato si sente tradito

10.02.2012

Polizia Stipendi e partenze, il sindacato si sente tradito
Ramoni: promesse disattese - Torrente: le cose miglioreranno


«A qualcuno il titolo della mia relazione è sembrato troppo forte, ma era un atto dovuto a chi mi ha chiesto a che punto era il progetto salariale». Il titolo è «Promesse disattese» e la relazione è quella del presidente della Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia sezione Lugano, Claudio Ramoni .
Fin dalle sue prime parole, che ieri hanno aperto l'assemblea annuale, è stato chiaro che il destinatario era il Municipio di Lugano, rimproverato in sostanza per tre situazioni in merito al corpo di polizia cittadino: stipendi ritenuti troppo bassi, migrazione di risorse umane e mancanza di un «piano carriera», oltre
al fatto di non aver preso abbastanza sul serio le stesse lamentele esposte in passato. Il rappresentante del personale ha fatto leva in modo particolare sulle partenze: «Chi se ne va, nelle motivazioni che accompagnano le dimissioni non parla mai di soldi, ma alcuni agenti passati ad altre polizie mi hanno detto: “qua guadagno di più e ho turni meno stressanti”. Quest'ultimo aspetto - ha spiegato Ramoni - è presente soprattutto nelle polizie comunali dei comuni limitrofi, mentre la Cantonale risulta attrattiva per la possibilità di far parte di gruppi speciali».
Il presidente della Sezione è andato nel dettaglio parlando di una «fuga di ufficiali» dalla Polcom: «Notiamo che ci so
no tentativi di abbandonare la nave, e questo non incentiva certo i giovani poliziotti a restare... Che messaggio si dà?». Alla luce di tutto questo, la FSFP si è detta preoccupata per il prossimo futuro: «Con l'organico attuale - ha commentato Ramoni - sarà difficile se non impossibile far fronte ai nuovi compiti (verranno create le polizie regionali, ndr)».
Il concetto è stato ripreso poi dal segretario generale della Federazione svizzera
Max Hofmann : «Non fate l'errore di altri Cantoni di riempire una casa più grande con lo stesso numero di persone, altrimenti saranno dolori. A Berna la fusione delle polizie sembrava una panacea, ma la necessità di forze in periferia ha reso meno sicura la città».
E la Città di Lugano, cosa ne pensa? Ieri il capodicastero e vicesindaco Erasmo Pelli non ha potuto presenziare per impegni personali inderogabili.

C'era invece il comandante della Polizia comunale
Roberto Torrente , che si è mostrato fiducioso sul futuro del corpo cittadino. «Stiamo lavorando per prepararci alla regionalizzazione, e la struttura odierna certamente non sarebbe in grado di farvi fronte. Assieme al Municipio e ad alcuni funzionari della Città, infatti, abbiamo stabilito un percorso di crescita in cui verrà affrontata sicuramente la questione dei salari. Inoltre stiamo riformulando il sistema gerarchico ragionando sui processi che competono alla PolCom, perché ognuno deve sapere chi fa cosa e chi è il suo responsabile, e anche il sostituto. In più c'è l'intenzione di rendere attrattivo il lavoro nella nostra polizia attraverso i già citati stipendi, i gradi e i singoli percorsi di crescita professionale». Poi Ramoni ha aggiunto: «Dispiace non esser stati coinvolti in queste discussioni, anche se non è certo colpa del Comando». E Torrente: «Il coinvolgimento del personale è previsto, ma in una seconda fase. Mi farò portavoce della Federazione».

Corriere del Ticino - Giuliano Gasperi
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